R6 PIZ CHAVALATSCH
| Nato grazie alla volontà e tenacia dei soci della locale sezione ARI di Silandro ( Val Venosta ) nell'estate del 1992, il ripetitore R6 è situato sul PIZ CHAVALATSCH con altitudine M.t 2768. Siamo praticamente vicini alla zona di frontiera Italo-Svizzera-Austriaca, da lassù si possono ammirare tutte le cime del confine, ed una volta i doganieri Italiani, combattevano contro il contrabbando, soprattutto di sigarette, tra Italia e Svizzera. Il ponte è alloggiato in un container entro una vecchia costruzione di un posto doganale di confine, nelle immediate vicinanze della vetta. L'alloggiamento delle apparecchiature in tale sito è stato concesso senza porre particolari difficoltà . Rimaneva solo da risolvere il problema della alimentazione di tutto il sistema. Dopo diverse discussione è nata l'idea di installare un generatore EOLICO, il quale doveva provvedere, tramite un apposito regolatore, a ricaricare la serie di accumulatori da cui il ripetitore traeva energia. Grazie anche all'aiuto di alcuni OM tedeschi quali DC9FJ Herbert, per l'assemblamento totale del ripetitore, DG4ZY Dirk e DH1FAO Winfried per il telecontrollo a distanza del sistema, il ripetitore con il dispositivo del generatore eolico delle nota marca "TUE RUTLAND" era pronto per essere installato sul PIZ CHAVALATSCH. |
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| La salita in cima alla montagna con quel pesante carico di materiale, richiedeva ben 5 ore di faticoso cammino, molti radioamatori della sezione prestarono il loro contributo ed anche il locale soccorso alpino diede l'appoggio con la fornitura, in prestito, di una particolare barella adibita al trasporto dei feriti in montagna. Grazie quindi alla generosità e l'altruismo dei Radioamatori della sezione ARI di Silandro ed dei colleghi OM Tedeschi, il ripetitore R6 venne installato dopo tre giorni di duro lavoro e poté cosi irradiare il suo primo segnale nell'estate del 1992, anche se in situazione di poca potenza per un problema ad un filtro in cavità. |
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| Durante il primo inverno il ripetitore funzionò in maniera egregia, già si poteva monitorare la sua area di copertura molto buona, purtroppo qualche giorno prima di Natale smise improvvisamente di funzionare e nessuno sospettava del motivo. Raggiungere la meta in quel periodo era quasi praticamente impossibile visto l'alto pericolo di valanghe. Si aspetto quindi la primavera e l'arrivo di una bella giornata per raggiungere la Cima. Arrivati la sorpresa non fu certo piacevole, le pale del generatore eolico erano tutte spezzate in tanti piccoli pezzi, ed anche le due antenne collineari erano state danneggiate dai medesimi frammenti! |
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| Solo per un miracolo il palo era ancora rimasto in piedi. Il sogno sembrava finito e cosi anche i finanziamenti scarseggiavano.. Nell'attesa quindi di trovare i fondi per poter ripristinare il ripetitore R6, i Radioamatori della Val Venosta si misero subito al lavoro e all'autofinanziamento e grazie anche all'aiuto di due OM della Val Gardena il ripetitore divenne di nuovo operativo, questa volta adottando il montaggio di panelli solari fotovoltaici per ricaricare delle batterie al posto del pesante e poco funzionale generatore eolico. Detti panelli sono sistemati inclinati in modo che neve e ghiaccio possano scivolare via abbastanza bene. Vedi foto 4 Il sogno di un ponte ripetitore funzionante durò poco.. infatti non trascorse più di un mese che la stazione R6 non inviava più nessun segnale! Cosa era successo? Tutto sembrava cosi perfetto! Risposte che potevano solo giungere da chi con incredibile coraggio e tenacia risalirono sul monte a quota M.t 2768. Quello che si trovò aveva dell'incredibile! Il Palo era completamente piegato su alcune rocce.. e le antenne ormai inservibili. Per fortuna i panelli solari furono trovati sotto la neve fresca ancora in buone condizioni. Le due antenne collineari invece erano completamente distrutte. |
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| Provvisoriamente vennero montate sul tetto della caserma due antenne telescopiche che provvidenzialmente erano state inserite nei zaini. Vennero fissati in qualche modo i panelli ed il ripetitore ritornò in attività. Rimaneva comunque il problema di trovare un nuovo traliccio. Questa volta una fortunata coincidenza ci venne in aiuto! La società elettrica EtschWerk possedeva dei pali del diametro di 40 Cm, lunghi 10 metri, molto buoni per il nostro scopo.. ed in più erano gratis! Non ci restava che ricominciare i lavori, la modifica del palo con l'inserimento di scalini per la salita e altri piccoli adattamenti. Tutto venne portato in cima alla montagna con l'ausilio dell'elicottero. Foto 5 |
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| Adesso finalmente il traliccio e stato fissato adeguatamente
nel cemento, panelli fotovoltaici e antenne sistemate in maniera ottimale, il ponte
ripetitore R6 è ritornato a funzionare in maniera perfetta.
Data l'ottima posizione geografica copre in maniera ottimale tutto il nord dell'Alto
Adige, la Val Pusteria e zone di Cortina D'Ampezzo, la zona bassa del Tirolo Austriaco e
diverse zone della Svizzera. E' anche affiancato dal Digipeater Packet IR3BZV per le comunicazioni digitali da e verso Svizzera-Austria.
Tale ripetitore è uno dei pochi funzionanti sulle Alpi a questa altitudine e quindi
riveste una grande importanza per tutti i radioamatori e per la protezione civile in caso
di calamità naturali. Va ricordato che con questi ultimi accorgimenti tecnici la stazione
del PIZ CHAVALATSCH
è stata progettata per resistere al meglio durante le forti bufere invernali, ed anche a
sopportare le rigide temperature che si verificano a quelle altitudini. Caratteristiche
tecniche del sistema: Ponte ripetitore Yaesu Potenza 7 watt Out Telecontrollato a distanza Antenna collineare a 4 dipoli Due filtri Notch in cavità (RX-TX) Frequenza trasmissione 145.750 Mhz Frequenza di ricezione 145.150 Mhz Locatore radioamatoriale JN56FO Il racconto è stato desunto dal sito ARI della sezione di Silandro. Vi preghiamo di visitarlo cliccando sul link sotto. TNX! Altro ottimo sito che parla della storia di questo ripetitore con ulteriori foto e documentazioni tecniche. |
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